03 Feb Giacinto Cerone – La Scultura come esplosione vitale
Giacinto Cerone (1957-2004) è stato uno degli scultori italiani più originali e liberi, completamente estraneo a scuole, movimenti, stili o mode del suo tempo.
Nato a Melfi, si trasferisce a Roma negli anni Ottanta, dove avvia una profonda e incessante sperimentazione sui materiali.
A partire dal 1993, Faenza diventa un punto di riferimento fondamentale per la sua ricerca artistica, dove la ceramica diventa il mezzo attraverso cui esprimere la sua forza esplosiva. Nella bottega Gatti, realizza una serie di opere ceramiche smaltate, usando tecniche non convenzionali ma straordinariamente espressive, e sperimenta un ampio ventaglio di colori e forme.
Il linguaggio di Cerone si distingue per l’energia viscerale con cui affronta ogni materiale, che spazia dal legno alla ceramica, dalla plastica al metallo, dal marmo al gesso e alla pietra. Il suo approccio, sempre rapido e gestuale, trasmette un’intensità unica.
Figura solitaria nella storia della scultura, Cerone non si è mai confinato in un isolamento forzato, ma ha scelto di lavorare in completa autonomia, riuscendo a spingere il linguaggio scultoreo oltre i limiti del concetto tradizionale di stile, forma e tradizione. Le sue sculture sono sempre figurali, ma mai del tutto figurative: qualcosa di misterioso, una traccia lasciata dal suo passaggio, quasi un’ombra che rimane visibile ma inafferrabile.
La sua gestualità era rapida, quasi animale, volta a dissolvere il tempo che intercorre tra il pensare, l’ispirazione e l’atto creativo. Non una gestualità di tipo espressionista, ma un modo per dare forma all’idea nel più breve tempo possibile, come se fosse una necessità impellente di trasferire i propri pensieri nella materia. In Cerone, l’arte era un’esplosione vitale, un potente stimolo a vivere.
“Cerone è uno scultore che si è dedicato anima e corpo alla scultura, intendendola non tanto come tecnica, pur avendo utilizzato tantissimi materiali, non come pratica estetica fine a se stessa, ma come vita. È uno scultore che è riuscito a fare coincidere l’immaginario affettivo e intellettuale con la scultura stessa” (M. Tonelli)